Trieste, 9 giugno 2007
E'giunto uno dei momenti topici nel percorso del Premio Luchetta 2007: la presentazione agli amici della stampa dei lavori selezionati dalla Giuria del Premio nella giornata dell' 8 giugno.
Scenario della manifestazione è stato anche quest'anno la casa di accoglienza di via Valussi della Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, promotrice del Premio Luchetta, organizzato da Rai e Leonardo Servizi.
Nell'ampio giardino denominato "di Giulia", appena ristrutturato per renderlo maggiomente sicuro e idoneo ai giochi dei bambini, grazie al contributo della famiglia Godina, titolare dell'omonimo negozio nel centro di Trieste, e all'opera della Scuola Edile di Trieste - Edilmaster che ha dato disponibilità dei propri allievi, hanno trovato agevolmente posto una |
Giovanni Marzini, direttore del TgR Rai del Friuli Venezia Giulia,
presenta la conferenza stampa
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cinquantina di persone che non hanno voluto mancare a questo importante appuntamento.
Dopo i saluti di Giovanni Marzini e le strette di mano di giornalisti, volontari, ospiti della casa di accoglienza, amici e sostenitori che ormai si conoscono bene e rinnovano il loro affetto e stima reciproci in ogni occasione d'incontro, la mattinata è proseguita con la conferenza stampa vera e propria. |
La Giuria del Premio |
Anche quest'anno eventi di rilevanza internazionale (fortunatamente non luttuosi come negli anni precedenti) hanno sottratto alla nostra manifestazione alcuni direttori di testata che sono rimasti presso le loro redazioni o , come la presidente Angela Buttiglione, sono rientrati con il primo volo disponibile al termine delle selezioni del giorno prima (un ringraziamento particolare in tal senso va sicuramente alla Segreteria del Premio che con Eugenia Fenzi e Rita Pecorari ha dimostrato doti di efficienza e rapidità organizzativa anche a fronte di rapidi ed inattesi cambi di programma). |
Dopo aver dato la parola alle numerose personalità intervenute, ognuna delle quali ha gratificato il direttivo della Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin con il proprio apprezzamento per l'opera svolta dalla stessa e ha raccontato i motivi che hanno saldato ulteriormente la collaborazione con l'organizzazione del Premio, Fulvio Molinari , segretario della Giuria, ha presentato ufficialmente i finalisti il lizza per la serata finale del Premio che, lo ricordiamo, avverrà sabato 21 luglio 2007 e trasmessa da Rai1 il 23 luglio . |
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Pino Aprile |
"E' un Premio che sta crescendo e sta cambiando sotto molti aspetti. Ha allargato i suoi orizzonti in tutto il mondo. Non è destinato ai grandi volti della tv, alle grandi firme dell'editorialismo, ma a colleghi che vivono in prima persona situazioni di disagio sul campo".
"E' stato imbarazzante dover scegliere - ha ammesso poi il giornalista - a causa della quantità e soprattutto della qualità delle opere presentate , e le selezioni del giorno precedente hanno spesso avviato dibattiti accesi all'interno della Giuria " risolti sempre dalla grande professionalità dei giornalisti e direttori di testate che la componevano.
Un commento su tutti è quello di Pino Aprile, giornalista , scrittore ed editorialista, che ha affermato, in merito alle opere proposte ed in particolare alle fotografie presentate in concorso "...per fare queste foto ci vogliono un bel cervello ed un gran cuore!", ed è il commento di uno che di foto ne ha viste e selezionate a migliaia per i giornali che ha diretto con successo.
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Questi i finalisti designati dalla Giuria:
Premio Luchetta 2007
Sezione TV
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Sabina Fedeli (TG5 Terra!) per il servizio "II delitto d'onore in Palestina", Vauro Senesi e Claudio Rubino (TG3 Primo Piano) per "Souk e i pesci" realizzato in Cambogia e Stefano Tura (TG1-TV7) per "Gangchester Story" sulle bande di giovani afroamericani di Manchester |
Premio Luchetta 2007
quotidiani/periodici |
Giorgio Bernardelli (Avvenire) per l'articolo "Dal sangue di Ahmed sbocciano fiori di pace", Nìccolò d'Aquino (10 Donna-Corriere della Sera) per "La calata dei Mongoli" e Barbara Schiavulli (free-lance) per le corrispondenze dall'Iraq pubblicate da l'Espresso, II Messaggero e La Stampa |
Premio Dario D'Angelo 2007
quotidiani/periodici europei |
Michael Hovvard (The Guardian) per"La generazione traumatizzata dalla violenza in Iraq" e Christoph Prantner (der Standard) per il servizio dall'Etiopia sulla desolata regione di Filtu |
Premio Alessandro Ota 2007
Cameramen |
Silvio Giulietti (Rai TG2) per il servizio "Piccoli tappetai di Kabul" e Fulvio Gorani (TG2 Dossier) per "Babbo Natale non arriva a Nairobi" |
Premio Miran Hrovatin 2007
Fotoreporter |
Andrea Frazzetta (Internazionale), che ritrae bambini congolesi strappati alla strada, di Yannis Kontos (agenzia Grazia Neri), per una foto pubblicata da Days Japan su un bambino della Sierra Leone e di Alvaro Ybarra Zavala (EI Pais Semanal), per la foto di un bambino ìrakeno |
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In seguito sono stati in parte abbandonati i toni formali dell'incontro per lasciare spazio alla Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin che con il suo Presidente arch.Enzo Angiolini ha illustrato ai presenti il passato, il presente e il futuro delle attività, con un'attenzione particolare agli ultimi impegni internazionali con Libano e Venezuela.
"...più di 400 bambini provenienti ormai da tutto il mondo sono un traguardo di tutto rispetto per quello che è iniziato come il sogno di salvarne qualcuno" ha affermato Angiolini , riconoscendo contestualmente che il traguardo raggiunto diviene ora, per naturale vicessitudine degli eventi , un nuovo punto di partenza per fare sempre di più e sempre meglio.
Nel ringraziare i volontari per l'opera che quotidianamente li coinvolge presso i 2 centri di accoglienza, presso l'Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste, senza l'aiuto del quale la sola Fondazione farebbe ben poco, e nelle altre attività d'ufficio indispensabili per l'accoglienza e la gestione dei nostri ospiti, ha poi consegnato a tutti i membri della Giuria presenti un attestato di amicizia con la caricatura di ciascuno di loro realizzata dai bambini della Fondazione. |
Marzini (sinistra) e Angiolini |
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Un dono assai gradito che troverà sicuramente spazio nella parete del loro ufficio dedicata ai momenti importanti.
Nella foto, sorridenti e compiaciuti del lavoro dei bambini, da sinistra Canciani (Rai), Carrassi (La Nazione), Masi (Rai) e Pino Aprile |
Poi sono stati tutti invitati tutti a gustare il buffet organizzato da Gildo, noto locale triestino i cui titolare hanno messo a proprio agio gli invitati con alcune specialità tipiche, e "rinforzato", per così dire, da alcuni dolci etnici preparati con il consueto spirito di ospitalità di "via Valussi".
Una menzione particolare va a Josè, padre di una bambina venezuelana nostra ospite, che nei giorni antecedenti la manifestazione si è prodigato per realizzare dei pannelli, disegnati da lui stesso, che salutano gli amici giornalisti che hanno partecipato a questo incontro (vedi la realizzazione nel riquadro a destra).
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Photogallery del giorno |

L'ospite più piccino di via Valussi "gattona" allegramente in mezzo ai giornalisti
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Masi ha voluto conoscere Carolina Luchetta
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Giovanni, un amico molto speciale |

Braccio di ferro tra "cuccioli", soprannome anche dell'omone titolare di Gildo
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Angiolini con Annalisa Godina |
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Alcune delle autorità intervenute |
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I disegni di Jose dedicati ai giornalisti |
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Il commento di un amico |
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Ehi, genere umano: c'è qualcuno lì fuori? Fuori da questo foglio elettronico da cui scrivo ai naufraghi (circa sei miliardi) rifugiati sul pianeta Terra? Parliamo di quei bipedi ormai semielettronici, stanchi, diffidenti, sospettosi, mediamente avidi, convinti di essere in credito col resto dei “lost people” (sai quel serial tv che...), di non essere stati amati come meritano, di non essere stati ammirati, valorizzati, compensati come meritano, che hanno l'anima in crepuscolo perenne per colpa di qualcosa, di qualcuno, mai di se stessi. E magari hanno pure ragione? Dico, c'è qualcuno così lì fuori? Beh, fatevi una gita fra questi deliziosi matti della Fondazione Luchetta. Troverete tizie (livello estetico alto) efficienti, cortesi, sorridenti; troverete tizi che vestono da architetti (toh, è davvero architetto!), da manager (ehi, è un manager!), giornalisti, lavoratori di terra, di mare e di aria e nessuno che se ne dà. Che fanno? Salvano bambini. Li sentite dire: «Siamo stati fortunati: hanno trovato quattro bambini albanesi, ormai senza speranza. In una saletta, le flebo con le bottiglie di plastica tagliate.... Dicevano che non c'era più nulla da fare. Siamo riusciti a portarli qui. Si sono salvati tutti». Credete che mi abbia sorpreso che si siano salvati? No. Che questi tizie e tizi abbiano fatto un'altra buona azione (finora, casi così, mi dicono, circa 430). No. Sono rimasto atterrato da quella frasetta: «Siamo stati fortunati». Capite anche voi quel che a stento ho capito io (prima l'ho sentito come qualcosa di indistinto, poi l'ho capito)? Ha detto, il tale: «Siamo stati fortunati», non «Sono stati fortunati» i quattro bambini. Non ve lo spiegate? Ok, e allora, fate quel che ho detto prima: andateci nella “casa della Fondazione”. troverete bambini in chemio, bambini ingessati, bambini pallidi come cenci che gattonano e giocano fra le sedie dei tavolini, bambini che stanno sgusciando dalle dita della morte. E quando entrate con il bagaglio da naufraghi sul terzo pianeta del sistema solare, scoprite che non ci sono lì i tizi che guariscono i bambini, ma che i malati siamo noi, con qualche graffio infetto sull'anima e quei bambini ci guariscono. Sono stato oggi, lì, alla presentazione dei vincitori del premio giornalistico figliato dalla Fondazione. Mi hanno detto: ci scrivi due righi su questa tua giornata? Sì, ma prima dovevo spiegare perché volevo scrivere solo una frase. Questa: «Oggi, anch'io sono stato fortunato».
PINO APRILE
Giornalista , scrittore ed editorialista
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