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Torna alla pagina della IV edizione del Premio Luchetta
Presentazione del Bando di Concorso del 28 gennaio 2007
Riunione della giuria per la selezione dei Finalisti
Conferenza stampa di annuncio dei finalisti
Antepremio 2007
Cerimonia di Premiazione
Serata Finale I Nostri Angeli

 


Promosso da Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin
In collaborazione con RAI

 

Trieste, 12 luglio 2007

Salone del Circolo Generali di piazza Duca degli Abruzzi, 1 - Trieste

Arrivano dall'Iraq e dalla Palestina i reportage vincitori del Premio Giornalistico Marco Luchetta 2007 , promosso dalla “ Fondazione Luchetta, Ota, D'Angelo, Hrovatin” per i bambini vittime della guerra” e dalla RAI Radio-televisione italiana , con l' Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio del Ministero delle Comunicazioni

Barbara Schiavulli (free-lance), che ha firmato la corrispondenza pubblicata dall'Espresso “Le mille guerre di Baghdad”, e Sabina Fedeli (TG5 Terra!) per il servizio “Il delitto d'onore in Palestina” sono le vincitrici dell'edizione 2007 del Premio Luchetta, entrambe autrici di coraggiosi corrispondenze da fronti drammatici della ‘prima linea' del nostro tempo.

Nella sezione “Dario D'Angelo” riservata a testate di carta stampata europea, nella sezione Tv, il vincitore è Michael Howard di The Guardian, per il servizio “ I bambini della guerra: la generazione traumatizzata dalla violenza in Iraq”; Silvio Giulietti (Rai TG2) e Fulvio Gorani (TG2 Dossier), vincono la sezione “Alessandro Ota” per le migliori immagini, rispettivamente per le immagini di “Piccoli tappetai di Kabul” e “Babbo Natale non arriva a Nairobi”.

Infine Yannis Kontos (agenzia Grazia Neri) è il vincitore nella sezione “Miran Hrovatin” per la migliore fotografia per la foto pubblicata da “Days Japan”

Il Trofeo di Sabina Fedeli
Nato per riportare l'attenzione verso gli operatori dell'informazione, italiani e stranieri, che si distinguono nella sensibilizzazione per i valori di solidarietà, salvaguardia e tutela dei bambini vittime di ogni forma di violenza, ideato nel nome e nel ricordo dei quattro giornalisti triestini – Marco Luchetta, Alessandro Ota, Dario D'Angelo e Miran Hrovatin - uccisi tredici anni fa a Mostar e a Mogadiscio, il premio Luchetta ha registrato corrispondenze dai fronti ‘caldi' di ventisei Paesi del mondo , intorno ad eventi, realtà e alle prime linee di conflitti che spaziano dall'Europa, all'Asia, dal Medio Oriente al continente africano, e che raccontano di guerre e scontri etnici, dell'infanzia minacciata e violata, così come di quegli angoli del mondo, dalla Mongolia al Vietnam, che sembravano dimenticati o che non facevano più ‘notizia'. Così Sabina Fedeli, di TG5 “Terra!”, nel servizio “Il delitto d'onore in Palestina”, apre squarci importanti sul terribile problema della violenza in famiglia sulle ragazze palestinesi. Barbara Schiavulli, free lance, ha vissuto per tre mesi in Iraq fingendosi sordomuta per non essere riconosciuta come straniera, e nelle “Mille guerre di Baghdad” racconta la guerra dalla parte della popolazione civile.
Michael Howard, nel servizio pubblicato da The Guardian, racconta i bambini irakeni, spettatori di scene di violenza e capaci di passare con tragica facilità dalle armi giocattolo a quelle vere. Silvio Giulietti, per il servizio trasmesso dal TG2 sui “Piccoli tappetai di Kabul”, ha filmato il lavoro di migliaia di bambini che per otto ore al giorno tessono fili colorati e muovono i telai con mani e piedi sapienti. E Fulvio Gorani, per il servizio di TG 2 Dossier “Babbo Natale non arriva a Nairobi”, ha offerto immagini drammaticamente vere dalle baraccopoli dove bambini di strada corrono, ballano e si drogano sniffando colla e vapori di benzina. Il fotoreporter Yannis Kontos, nella Sierra Leone, ha fermato il gesto straordinario di un bambino, intento ad allacciare la camicia ad un adulto che lo scoppio di una bomba ha privato di entrambe le mani.

I Trofei assegnati dal Premio Luchetta 2007 - IV edizione
Così è stata presentata alla conferenza stampa del 12 luglio
presso il Salone del Circolo Generali di piazza Duca degli Abruzzi, 1 - Trieste
la rosa dei vincitori della IV edizione del Premio Luchetta

Dipiazza con Marzini
Alla presenza del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, dell'assessore regionale alle Attività Produttive Enrico Bertossi, di Tullio Cianciolo in rappresentanza di Friuladria e salutati inizialmente da vicedirettore della Comunicazione del Gruppo Generali dott. Fabio De Simone, i molti ospiti e giornalisti intervenuti sono stati guidati da Giovanni Marzini alla scoperta dei

Bertossi con Marzini
reportage scritti, filmati e fotografati che hanno ricevuto il meritato riconoscimento della giuria presieduta da Angela Buttiglione, accompagnata da Fulvio Molinari che ne ha assunto i compiti di segretario.
Angiolini, De Simone e Molinari
Marzini ha anche "duettato" ironicamente con De Simone che, con brevi parole di solidarietà, ha voluto confermare la convinzione che ha spinto il Gruppo assicurativo a sponsorizzare anche quest'anno la manifestazione, rafforzando nel contempo la decisione di proseguire su questa strada.

Dipiazza e Bertossi hanno poi espresso il personale compiacimento per questo tipo di manifestazione che esprime la capacità di rimanere lontana da quei "fronzoli" televisivi oggi troppo sfruttati, fornendo agli spettatori un prodotto di eccellente qualità oltretutto finalizzato ad una giustissima causa quale è quella della Fondazione Luchetta.

Un ringraziamento particolare è stato infine rivolto da Marzini allo staff di collaboratori del Premio che da settimane, e mesi in qualche caso, si stanno prodigando senza riserve per garantire la buona riuscita della manifestazione.

Le autorità intervenute

Il prossimo appuntamento resta fissato per Antepremio il 18 luglio in piazza Verdi , serata anteprima del Premio Giornalistico Marco Luchetta dedicata ai linguaggi della comunicazione.

“Ti piace il Tg? Pregi e difetti dell'informazione televisiva di oggi” è il tema intorno al quale si confronteranno, nella serata di Antepremio 2007 condotta dal caporedattore RAI FVG Giovanni Marzini , quattro prestigiose firme del giornalismo televisivo nazionale: il direttore del TG2 Mauro Mazza , il vicedirettore del TG5 e conduttore di ‘Terra!” Toni Capuozzo , l'ideatore e conduttore di ‘Controcorrente' (Sky Tg 24) Corrado Formigli , l'inviato speciale del TG1 Pino Scaccia , vincitore della prima edizione del Premio Luchetta. Antepremio 2007 è concepito come una piccola ‘agorà' dell'informazione : nella seconda parte del talk show, infatti, il microfono passerà dalla parte della ‘piazza', e il pubblico sarà chiamato ad interagire in diretta con gli ospiti attraverso il commento e il dibattito sui temi caldi della serata .

I VINCITORI

Visualizza le schede dettagliate dei vincitori
(biografie, recensioni, curriculum, motivazioni del Premio per i vincitori)


Premio Luchetta 2007 Sezione giornalisti professionisti

SABINA FEDELI

A Sabina Fedeli , di TG5 “Terra!” per il servizio “Il delitto d'onore in Palestina”, sul terribile problema della violenza in famiglia sulle ragazze palestinesi. Se denunciano l'accaduto, spesso vengono uccise: una trentina ogni anno. Sabina Fedeli ha trovato alcune ragazze che hanno infranto il muro dell'omertà, denunciando un costume barbaro, e ora sono costrette a vivere in residenze protette dalla polizia.

SABINA FEDELI
Sabina Fedeli e' nata a Milano il 24/07/1956. Ha collaborato alle trasmissioni ‘Spot' e ‘Linea Diretta' di Enzo Biagi e al settimanale di approfondimento ‘Contro Corrente' di Indro Montanelli e Paolo Granzotto. A Mediaset dall'86 in qualita' di inviato copre eventi di cronaca nazionale e internazionale con servizi per i telegiornali del gruppo e reportages (dalla guerra nella ex Jugoslavia alla crisi israelo-palestinese). Cura programmi di approfondimento quali ‘Link Cronache dell'era digitale' e ‘Mission'. Attualmente fa parte della redazione di ‘Terra!' il settimanale di approfondimento del tg5 a cura di Toni Capuozzo e Sandro Provvisionato.


Premio Luchetta 2007 sez. quotidiani/periodici italiani

A Barbara Schiavulli , free lance, per le corrispondenze dall'Iraq pubblicate da “L'Espresso”, “Il Messaggero” e “La Stampa”. Barbara Schiavulli ha vissuto per tre mesi in Iraq fingendosi sordomuta per non essere riconosciuta come straniera, e ha raccontato dal vivo la guerra vissuta dalla parte della popolazione civile, gli scontri delle decine di milizie armate, la voglia di normalità e di pace di uomini e donne cui spesso è tolta anche la speranza.

BARBARA SCHIAVULLI
E' nata a Roma il 5 maggio 1972. Giornalista di guerra, ha studiato a Venezia lingue orientali, e scrive per i quotidiani La Stampa, Il Messaggero, L'Eco di Bergamo, per il settimanale L'Espresso e il mensile Elle. Collabora con Radio24, Radio Rai, Area, Roma città Futura, la radio e la tv svizzera italiana, e ancora con Rai News24 e Skytg24. Ha cominciato a scrivere per il Gazzettino di Venezia nel 1997, trasferendosi a Gerusalemme per tre anni per seguire il conflitto israelo-palestinese, per poi proseguire a raccontare il Kashmir, l'Afghanistan, il colpo di stato ad Haiti e l'Iraq, il paese in cui ha trascorso a maggior parte degli ultimi anni, andando avanti e indietro, trovandosi spesso ad essere l'unica giornalista italiana presente a Baghdad.

BARBARA SCHIAVULLI

Interessata alle persone più che agli eventi, cerca di combinare la cronaca dei fatti con storie sociali, legate alla negazione dei diritti umani. Ha pubblicato “Le farfalle non muoiono in cielo”, un libro che racconta la storia di una kamikaze che non voleva morire e ora sta scrivendo un nuovo libro per la Garzanti. La sua base di partenza è Roma. Alcuni soggiorni all'estero: Medio Oriente: Palestina e Israele (Cisgiordani e Gaza) dal 1997 in poi fino alla guerra Israelo Libanese; Giordania, reportage sull'omicidio d'onore, Dubai, Abu Dhabi, Kuwait prima della seconda guerra del golfo marzo 2003, Iraq quattordici volte, dalla guerra in poi, Abu Ghreib, assedio a Falluja, e a Najaf, passaggio di poteri, sequestri, elezioni parlamentari (gennaio), referendum sulla costituzione. Siria, il congresso del Partito Baath; Africa: Egitto elezioni presidenziali, Marocco, Kenya, (attacco terroristico a Mombasa novembre 2003), Tunisia, la fuga dei clandestini verso l'Italia. Oriente: Pakistan: Kashmir (luglio '99 per seguire il conflitto dal 15 settembre 2001 per due mesi seguire la guerra), Afghanistan (giugno 2002 un mese per seguire la Loya Girga, reportage da Tora Bora- 11 settembre 2002, Kabul un anno dopo), Afghanistan maggio 2002, 2007 con il rapimento di Mastrogiacomo, Malesya, reportage sull'Islam moderato.

Premio Dario D'Angelo 2007 sez.quotidiani/periodici europei

A Michael Howard , per il servizio pubblicato da “The Guardian”, in cui racconta come in Iraq i bambini hanno assistito, quasi tutti, a scene di violenza, e dalle armi giocattolo potrebbero passare a quelle vere. La generazione dei bambini di guerra denuncia sofferenze e squilibri psichici, e la violenza sembra segnare il loro destino.

MICHAEL HOWARD
Dal 2002 è corrispondente freelance dall'Iraq per il quotidiano The Guardian e per The Economist magazine.
Dal 1998 al 2002 è direttore del settimanale Odyssey, Atene, ed è corrrispondente dalla Grecia per The Guardian.
Dal 1996 al 1998 è stato fondatore e direttore di “Cairo Times”, un settimanale indipendente in lingua inglese pubblicato al Cairo.
Dal 1993 al 1996 è stato direttore di “Middle East Times”, settimanale in lingua inglese con sede al Cairo.
Ulteriori sue pubblicazioni sono uscite su: The Observer, quotidiano di Londra - The Washington Times, The Nation magazine - The Washington Report on Middle East Affairs - Kathimeruni, quotidiano greco - Espresso, quotidiano portoghese.


Premio Alessandro Ota 2007 Cameramen

ex aequo a Silvio Giulietti per il servizio trasmesso dal TG2 sui “Piccoli tappetai di Kabul”, in cui l'obiettivo della telecamera ha colto il lavoro di migliaia di bambini che per otto ore al giorno tessono fili colorati e muovono i telai con mani e piedi sapienti che avvertono la sofferenza come normalità. E a Fulvio Gorani per il servizio di TG 2 Dossier “Babbo Natale non arriva a Nairobi” che ha offerto immagini “vere” delle baraccopoli in cui i bambini di strada corrono, ballano, si drogano sniffando colla e vapori di benzina, raccolgono rifiuti e avvertono questa condizione come libertà di vita che finisce prima dei quarant'anni.

SILVIO GIULIETTI
Nato a Venezia il 18 settembre 1964. Assunto con contratto formazione e lavoro nel marzo del 1991 presso la sede Rai per il Friuli Venezia Giulia, dove segue i 10 giorni di guerra in Slovenia e nei mesi successivi l'inizio della guerra serbo-croata. Nel dicembre 1991 viene trasferito alla sede Rai per il Veneto, quindi si reca varie volte in Bosnia realizzando servizi per la sede e le testate nazionali. Giornalista professionista e telecineoperatore nel 1995. Nel 2002 inizia una collaborazione con le testate nazionali Rai. Nel luglio 2002 presta servizio per un mese presso la sede di corrispondenza di Gerusalemme per il Tg2. Nel marzo-maggio 2003 si trova embedded con le truppe Usa, insieme a Monica Maggioni, per seguire il conflitto irakeno per il Tg1. Fra giugno 2003 e dicembre 2004 trascorre 14 mesi fra Baghdad e Nassjiria, una quarantina di giorni in Iran e un paio di settimane negli Stati Uniti in occasione delle elezioni presidenziali, coprendo le testate nazionali Rai.

Nel gennaio 2005 diventa inviato, presta un nuovo turno nella sede di corrispondenza di Gerusalemme e trascorre un altro paio di mesi con il contingente italiano in Iraq. Dal novembre 2005 è distaccato in servizio al Tg2 e presta turni a Nassjiria, nello Yemen per seguire le fasi del rapimento dei 5 turisti italiani. Nel luglio 2006 si trova a Mosca e San Pietroburgo per la realizzazione di un Tg2 Dossier sui nuovi ricchi e i nuovi poveri più il G8 di San Pietroburgo. Da settembre 2006 a gennaio 2007 si reca in Libano per seguire il dispiegamento delle truppe italiane. Nel marzo 2007 è in Afghanistan per il rapimento di Daniele Mastrogiacomo.

Premio Alessandro Ota 2007 Cameramen

ex aequo a Silvio Giulietti per il servizio trasmesso dal TG2 sui “Piccoli tappetai di Kabul”, in cui l'obiettivo della telecamera ha colto il lavoro di migliaia di bambini che per otto ore al giorno tessono fili colorati e muovono i telai con mani e piedi sapienti che avvertono la sofferenza come normalità. E a Fulvio Gorani per il servizio di TG 2 Dossier “Babbo Natale non arriva a Nairobi” che ha offerto immagini “vere” delle baraccopoli in cui i bambini di strada corrono, ballano, si drogano sniffando colla e vapori di benzina, raccolgono rifiuti e avvertono questa condizione come libertà di vita che finisce prima dei quarant'anni.

FULVIO GORANI
E' nato a Trieste il 25 febbraio 1952. Lavora alla Rai dal dicembre 1980. Giornalista professionista dal 1987, è inviato speciale dal 1995. Ha iniziato ad occuparsi di esteri nel 1989, mandato dal Tg1 in Albania. Quasi contemporaneamente si occupa dei Balcani: guerra di Slovenia, di Croazia e di Bosnia. E' stato il primo, assieme ai colleghi della CNN, ad entrare a Sebrenica e a documentare la strage compiuta dalle milizie del Generale Mladic.

Fino al 1996 ha continuato a seguire l'evolversi della situazione nell'ex-Jugoslavia, quindi ha realizzato numerosi servizi durante la rivoluzione in Congo, documentando l'ascesa al potere di Khabila.
Ha poi seguito la guerra in Kosovo. Dal 1999 è stato per lunghi periodi in Israele e Palestina. Dopo l'11 settembre ha seguito nello Yemen le tracce della famiglia di Osama Bin Laden. Dal mese di marzo 2003 si è occupato esclusivamente della guerra in Iraq: è stato in Khurdistan, a Baghdad, Mosul, Khirkuk e Nasjiria. Ha vissuto per parecchie settimane all'interno dei campi dei nostri soldati e ho seguito in alcune missioni le nostre Forze Speciali. Nel settembre 2003 ha documentato in Afghanistan le elezioni presidenziali, quindi è tornato a Baghdad a Natale e Capodanno 2004. Da quel momento si è occupato quasi esclusivamente di Israele e Palestina, con alcuni intervalli dedicati all'Afghanistan. Nel corso del 2006 ha vissuto per più di tre mesi a Gerusalemme e nel Golan, al confine con il Libano, un mese a Kabul, un mese in Indonesia, da dove ha raccontato il terremoto che ha devastato la provincia di Jojakartae. Nel mese di dicembre ha realizzato uno speciale Tg2 Dossier sui bambini di strada a Nairobi.

Premio Miran Hrovatin 2007 Fotoreporter

A Yannis Kontos , dell'Agenzia Grazia Neri, per la foto pubblicata da “Days Japan” che ritrae un bambino della Sierra Leone intento ad allacciare la camicia ad un adulto che lo scoppio di una bomba ha privato di entrambe le mani. Un gesto di struggente solidarietà.

YANNIS KONTOS
E' nato in Grecia nel 1971. Laureato in fotografia presso la facoltà di Progettazione Grafica e Arti applicate del Technological Educational Institute di Atene; laureato in educazione fisica presso il Dipartimento di Educazione Fisica e Scienze dello Sport dell'Aristotle University di Salonicco; laurea di primo livello (MA) in giornalismo fotografico presso l'Università di Westminster di Londra, dove ha studiato grazie ad una borsa di studio offerta dal governo greco. E' giornalista fotografico freelance dal 1992. Collabora con agenzie internazionali come Sygma e Gamma con sede in Francia, e con l'americana Polaris Images, ha svolto numerosi reportage a livello internazionale su eventi di importanza mondiale, con incarichi in molte parti del pianeta, dalla Palestina ad Israele, dal Sahara dell'ovest alla Sierra Leone, dalla Corea del Nord all'Indonesia, dall'Iran alla Colombia.

YANNIS KONTOS
Ha documentato eventi come le recenti guerre in Iraq, Afganistan e Kosovo, i cambiamenti politici nell'ex Jugoslavia e la crisi nel Libano meridionale del 2000, i cortei no global a Genova nel 2001, i conflitti per il conteso territorio del Kashmir sul confine tra India e Pakistan nel 2002, i Giochi Olimpici di Atene, l'immigrazione illegale sul confine tra Stati Uniti e Messico, il funerale di Papa Giovanni II, gli attentati di Londra nel luglio 2005 e l'evoluzione delle guerriglie maoiste in Nepal. Nel 2001 ha partecipato al World Press Photo Masterclass che si è svolto in Olanda. Le sue fotografie, articoli e interviste sono stati pubblicati sui quotidiani e periodici più importanti e prestigiosi tra cui il Time, Newsweek, Life, The New York Times, Stern, Der Spiegel, Nouvel Observateur, Paris Match, L'Express, Le Monde, Liberation, The Independent, The Sunday Times Magazines, The Observer, GEO, L'Espresso, Panorama, La Repubblica, El Pais, ecc. Ha ricevuto 19 riconoscimenti, fino ad oggi, tra cui il primo premio nel World Press Photo Competition; Life magazine's Alfred Eisenstaedt Awards; Pictures of the year; N.P.P.A. “The Best of Photojournalism”; ed ha ottenuto per due volte il titolo di European Press Photographer of the Year. I suoi lavori sono stati oggetto di mostre internazionali.

 

 

Photogallery del giorno

Angiolini illustra i risultati del Premio
Angiolini si intrattiene con il papà di Barbara Schiavulli
Angiolini si intrattiene con il
papà di Barbara Schiavulli

Angiolini, con De Simone e Mlinari
Angiolini, con De Simone e Mollinari
Salone del Circolo Generali
Salone del Circolo Generali
Salone del Circolo Generali
Una rappresentanza dello Staff del Premio
(Sonia, Rita, Eugenia e Francesca)



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